Già da diversi anni i ricercatori stanno studiando gli effetti positivi del kiwi sul transito intestinale. In occasione della conferenza Gastrodiet 2023, organizzata dall’università australiana Monash, il gastroenterologo Giovanni Barbara dell’Università di Bologna ha presentato i risultati delle più recenti ricerche sul potenziale terapeutico del kiwi nella prevenzione e nel trattamento della stipsi funzionale e della sindrome del colon irritabile con stitichezza (SCI-S).
Il kiwi è originario della Cina, attualmente il maggior produttore mondiale, seguito da Nuova Zelanda e Italia. Questo frutto dolce e acidulo è eccezionalmente ricco di vitamina C. Un kiwi di medie dimensioni (70 g) soddisfa il 70% del fabbisogno di vitamina C degli uomini adulti e l’85% di quello delle donne. Questo apporto di vitamina C è paragonabile a quello di un’arancia di medie dimensioni (130 g). Ogni kiwi contiene inoltre da 2 a 3 g di fibre, a seconda della dimensione e del tipo. I kiwi contengono poco fruttosio e sono quindi poveri di FODMAP*. Uno studio pilota condotto su un piccolo numero di partecipanti ha dimostrato che in seguito al consumo di due kiwi verdi non si è verificato malassorbimento.
La stitichezza si manifesta con feci dure, dolorose o difficili da evacuare, con un numero di movimenti intestinali inferiore a tre alla settimana e con una sensazione di evacuazione incompleta. Le cause della stitichezza sono molteplici, come un apporto inadeguato di fibre o di acqua, l’assunzione di determinati farmaci, alterazioni del microbiota o alcune condizioni mediche (sindrome del colon irritabile, ipotiroidismo, malattia di Parkinson, ecc.). La stitichezza colpisce più spesso le donne e può essere più frequente durante la gravidanza.
Uno studio del 2017 ha verificato l’efficacia del kiwi e dello psillio nel trattamento della stitichezza. Lo psillio è una fibra solubile considerata un lassativo naturale che aumenta il volume delle feci e accelera il transito intestinale. È l’ingrediente principale di alcuni integratori di fibre, come ad esempio il Metamucil®. Questo studio ha confrontato l’assunzione giornaliera di due kiwi con il consumo di una dose equivalente di psillio in termini di fibre. Entrambi i tipi di trattamento hanno mostrato un aumento del numero di movimenti intestinali spontanei completi alla settimana e una riduzione del disagio gastrointestinale, ma i risultati sono stati più significativi nel caso del consumo di kiwi rispetto a quello di psillio. Non sono stati osservati eventi avversi significativi per entrambi i trattamenti.
Alcuni ricercatori hanno studiato l’uso di kiwi, prugne e psillio nel trattamento della stitichezza. In tutti e tre i tipi di trattamento, hanno notato un aumento del numero di movimenti intestinali spontanei completi alla settimana e una riduzione dello sforzo necessario per defecare. Per quanto riguarda la consistenza delle feci, si è registrato un miglioramento solo nei partecipanti randomizzati al trattamento con kiwi o prugne, mentre non è stato notato alcun cambiamento significativo nei partecipanti che hanno assunto psillio. Il consumo di kiwi è stato inoltre associato a una riduzione del gonfiore. Gli effetti avversi erano più frequenti con lo psillio e più rari con il kiwi. Al termine del trattamento, una percentuale maggiore di persone era insoddisfatta dell’assunzione di prugne o psillio rispetto a quella di kiwi.
*I FODMAP sono dei glucidi che fermentano nell’intestino, in parte responsabili dei sintomi nelle persone che soffrono di colon irritabile. Per maggiori informazioni, leggete quest’articolo.
Grazie. Assumo, su indicazione del mio medico gastroenterologo, due o tre kiwi la mattina a colazione che mi permettono di andare quotidianamente a bagno